Le facce della Toscana
Descrizione degli alberghi
L’albergo Villa Liana è un'antica villa nobiliare, edificata nel XIX secolo, ex Consolato Inglese, un ambiente di charme, con mobili di antiquariato, soffitti affrescati originari dell’epoca e stoffe pregiate, come da tradizione Fiorentina.
L’agriturismo l'Aia è costituito da un incantevole gruppo di case in origine strutture agricole adibite a usi diversi, ristrutturate dai proprietari con amore e nel rispetto dello stile rustico toscano.
L’hotel Piccolo Mondo gode di una posizione che lo rende unico. Si distingue da anni per l'accoglienza che riserva ai propri ospiti, per l'eleganza e la raffinatezza degli ambienti, e soprattutto per lo splendido panorama.
L’agriturismo il Quarto è immerso tra gli ulivi e i vigneti di un’azienda agricola di 100 ettari. Nato da un antico casale recentemente ristrutturato rispettando lo stile tradizionale locale, dispone di confortevoli camere finemente arredate. La prima colazione, comprende dolci, marmellate e pane preparati seguendo le vecchie ricette di famiglia e utilizzando i prodotti genuini dell’azienda, e salumi e formaggi di produzione locale.
Introduzione
Il nome Toscana è antichissimo e deriva dall'etnonimo usato da Greci e Latini per definire la terra abitata dagli Etruschi: "Etruria", evolutasi poi in "Tuscia" e quindi in "Toscana". Anche i confini della odierna Toscana corrispondono in linea di massima a quelli dell'Etruria antica, che comprendevano anche parte delle attuali regioni di Lazio e Umbria, fino al Tevere. Posta nell'Italia centrale, confina a nord-ovest con la Liguria, a nord con l'Emilia-Romagna, a est con le Marche e l'Umbria, a sud con il Lazio. È bagnata dal Mar Ligure nel tratto centro-settentrionale tra Carrara e il Golfo di Baratti e dal Mar Tirreno lungo il tratto costiero meridionale tra il promontorio di Piombino e la foce del Chiarone.
Dall’ VIII al III secolo a.C. fiorisce e si sviluppa in Toscana la straordinaria civiltà Etrusca, che lascerà una impronta indelebile non soltanto sul territorio ma anche sulle civiltà che seguirono. Poi i romani si insediarono nei siti Etruschi e dopo averli sconfitti, ne occuparono le città , cambiandone l’assetto, ingrandendole e costruendone di nuove. E' il caso di Firenze, fondata appunto nel 59 a.C. Con la conquista romana, la Toscana subì un’inesorabile romanizzazione e una forte espansione: sorgeranno importanti reti stradali, alcune delle quali utilizzate ancora oggi. Con la caduta dell’Impero Romano la Toscana fu invasa dagli Ostrogoti nel 525 d.C. e in seguito spartita tra Longobardi e Bizantini nel 570 d.C. Della dominazione Longobarda restano tracce a Fiesole, nel cimitero accanto all’Anfiteatro e in alcune torri. Durante la dominazione longobarda la Toscana diventò un nodo strategico come passaggio dal regno di Pavia ai Ducati di Spoleto e Benevento; dopo la caduta dei Longobardi a opera di Carlo Magno,con l’avvicendarsi del Regno Franco dei Carolingi, nel 774 d.C.
il ducato divenne contea, poi marca e in seguito marchesato di Lucca. E’ questo il periodo della diffusione del Cristianesimo, della costruzione delle pievi e della nascita della Via Francigena, elemento essenziale per l’amministrazione dell’Impero e asse di transito per i pellegrini diretti a Roma. Nel X secolo ci fu l’avvicendarsi degli Ottoni di Sassonia, sotto i quali furono ampliati i confini verso Nord fino in Liguria e la sede del feudo venne spostata da Lucca a Firenze. Nell’ XI secolo il Marchesato passò alla famiglia degli Attoni, feudatari di Canossa, entrando a far parte di un sistema feudale che comprendeva Toscana, Emilia e Lombardia, possedendo essi anche Modena, Reggio Emilia e Mantova. Alla morte di Bonifacio II, la marca passò a sua moglie Beatrice di Lorena e poi alla figlia, ossia la celebre Matilde di Canossa, la quale, alla sua morte avvenuta nel 1115, lasciò alla Chiesa il Marchesato di Toscana cosa che creò non poco malcontento nell’Impero, dando inizio a una serie di rivendicazioni e a non poche lotte tra Impero e Chiesa al fine di aggiudicarsi i ben noti possedimenti.
Approfittando delle continue lotte tra queste due potenze le città toscane impararono a conquistare e gestire la loro autonomia e a diventare sempre più indipendenti politicamente e progredite economicamente. Intanto la rivendicazione del testamento da parte dell’Imperatore aveva innescato lo scontro tra guelfi e ghibellini, che caratterizzerà la storia e la vita politica della Toscana per più di un secolo. I Guelfi parteggiavano per la Chiesa mentre i Ghibellini per l’Impero. Queste motivazioni unite a quelle espansionistiche e di supremazia porteranno la Toscana a vivere un periodo di guerre e battaglie tra le varie città . Un accordo decreterà la Tuscia meridionale possedimento della Chiesa e il resto spartito tra le ormai potenti città di Pisa, Arezzo, Firenze, Siena, Lucca e Pistoia. Nacquero così i Comuni, precursori delle Signorie, che poi si trasformeranno in veri e propri Stati. Dopo oltre un secolo di guerre, l’affermazione della famiglia dei Medici riuscirà ad accrescere sempre di più il suo potere, ponendo fine ai conflitti tra le varie famiglie e donando alla città di Firenze uno dei periodi più brillanti della sua storia, restando al potere fino all’avvento dei Lorena, a metà del Settecento.
Programma di 8 giorni
Day 1: Primo giorno a Firenze
| Mattina |
Visita alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Cupola e Battistero, Palazzo della Signoria e Loggia dei Lanzi, Uffizi, Ponte Vecchio e botteghe orafe. |
| Pranzo |
Pranzo con panino tipico Fiorentino. |
| Pomeriggio |
Quartiere Santo Spirito, Palazzo Pitti. Galleria del Costume,relax al Giardino di Boboli e tra le botteghe fiorentine. |
| Cena |
Vino e Taverne a Firenze degustazione di vini e cena con prodotti della tradizione Fiorentina. |
Firenze, la città più popolosa (370.580 abitanti), nonché principale fulcro storico, artistico ed economico-amministrativo è il capoluogo della regione, posta sul fondo di una convalle, circondata dal morbido profilo dei colli, è da sempre una delle città europee più amate. Nel suo territorio tutto parla di Rinascimento che affascina per la magia del bianconero dei suoi monumenti, per le sue opere d’arte, per i suoi paesaggi. Il capoluogo fiorentino ha dato i natali ad alcuni dei più grandi protagonisti della letteratura e dell’arte di tutti i tempi: Dante Alighieri, Filippo Brunelleschi, Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli, Donatello, Boccaccio, Collodi. A Firenze e nella sua provincia- scrisse Stendhal nel 1817 «il viaggiatore può credersi nel Cinquecento». In Piazza del Duomo si fronteggiano la cattedrale di Santa Maria del Fiore iniziata da Arnolfo di Cambio nel 1296, e coronata solo nel 1436 dal capolavoro di Filippo Brunelleschi. La Cupola è il simbolo di Firenze, una costruzione ardita e maestosa, dalla quale si gode un fantastico panorama sulla città , oltre che sull'interno della Cattedrale. Di lato alla facciata un altro gigante, il campanile di Giotto, slanciato nei suoi cromatismi, altro punto panoramico della città . Di fronte al Duomo vi è il più antico Battistero di San Giovanni, in stile romanico, ornato da porte in bronzo di Ghiberti e Andrea Pisano. Oltre via dei Calzaiuoli vi è Piazza della Signoria, il cuore politico di Firenze. Qui si erge dalla fine del 1200 il Palazzo della Signoria o Palazzo Vecchio, sede del Comune di Firenze e museo. Il cortile interno custodisce la fontana con il putto di Verrocchio e gli affreschi di Vasari. Sulla piazza la Loggia dei Lanzi, trecentesca, espone statue famosissime come Perseo di Benvenuto Cellini o il Ratto delle Sabine di Giambologna.
Collegato a Palazzo Vecchio vi è l'imponente edificio degli Uffizi, progettati da Vasari nel 16° secolo come sede della Cancelleria Medicea, e ora museo, uno dei più importanti al mondo. La Galleria ospita pitture dai primitivi (Cimabue, Giotto) al Manierismo, ed è un compendio della pittura rinascimentale italiana, per le opere di Botticelli, Filippo Lippi, Paolo Uccello, Leonardo Da Vinci, Michelangelo.
Ponte Vecchio, simbolo della città , ha resistito alle distruzioni belliche e alle piene del fiume Arno, e dal 1500 è la sede di botteghe e laboratori degli orafi.
Superato il ponte si è di là d'Arno, un concetto importante a Firenzeâ€. Dei quattro quartieri storici tre (San Giovanni, Santa Maria Novella e Santa Croce) sono di qua d'Arno, uno solo, Santo Spirito, sulla riva sinistra del fiume. La direttrice dal Ponte Vecchio porta in piazza Pitti, dove domina la facciata del maestoso Palazzo omonimo. Di origine quattrocentesca, fu acquistato da Eleonora, moglie del granduca Cosimo I e divenne la nuova reggia della famiglia Medici, che prima risiedeva nel Palazzo della Signoria. Fu ingrandito e arricchito di un meraviglioso parco, il Giardino di Boboli. Da piazza Santo Spiritosi gode l'atmosfera vivace di questa parte di città . Il quartiere è sede di numerose attività artigiane, e vi si respira un'atmosfera autentica.
La piazza Santo Spirito, una delle poche alberate in città , è contornata da bei palazzi e dalla chiesa, progettata da Filippo Brunelleschi nel 1444. Oltre alla purezza delle linee architettoniche, l'interno custodisce importanti opere d'arte.
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Day 2: Secondo giorno a Firenze
| Mattina |
Stazione Ferroviaria e chiesa di Santa Maria Novella, Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella e Palazzo Strozzi |
| Pranzo |
Degustazione di formaggi. |
| Pomeriggio | Chiesa di San Lorenzo e Convento di San Marco, Biblioteca Mediceo Laurenziana. Passeggiata tra le animate bancarelle del variopinto mercato di abbigliamento e accessori. Galleria dell'Accademia, Spedale degli Innocenti, Chiesa della Santissima Annunziata. Aperitivo alla maniera dei fiorentini |
| Cena |
Cena con la bistecca alla fiorentina di Perseus |
| Dopo Cena |
Film a Firenze… |
Non lontano dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, capolavoro dell'architettura razionalista dei primi Novecento, vi è la basilica che le ha dato il nome. Santa Maria Novella è la duecentesca chiesa dell'ordine domenicano, dall'elegante facciata in marmi bianchi e verdi progettata da Leon Battista Alberti. Molto bello l'interno in stile gotico, con numerosi affreschi e capolavori d'arte rinascimentale. Nei pressi della chiesa si trova l’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella nata nel 1221 per opera dei frati domenicani. I padri coltivano nei loro orti le erbe officinali usate per preparare i medicamenti, i balsami e le pomate per la piccola infermeria del loro convento.
Su via Tornabuoni, la strada più elegante della città , si affaccia il retro del grande Palazzo Strozzi, commissionato da Filippo Strozzi a Benedetto da Maiano, è uno dei più significativi edifici rinascimentali di Firenze. Sede di mostre d'arte, che si alternano nelle belle sale, il Palazzo ha un ampio e maestoso cortile, sempre aperto. Altro grande edificio rinascimentale, oggi sede della Provincia, è Palazzo Medici Riccardi. Cosimo il Vecchio de' Medici lo commissionò a Michelozzo verso la metà del Quattrocento; tutto il quartiere circostante fu segnato dalla famiglia Medici. Due luoghi collegati a questo Palazzo sono la vicina chiesa di San Lorenzo e il Convento di San Marco. San Lorenzo fu la chiesa della famiglia Medici; nella sue forme attuali fu progettata da Filippo Brunelleschi ed è un esempio purissimo di architettura rinascimentale. La facciata è rimasta incompiuta, mentre all'interno ci sono numerosi capolavori di pittura. Intorno alla chiesa altri importanti luoghi, come la Biblioteca Mediceo Laurenziana, la Sagrestia Vecchia (Museo del Tesoro di San Lorenzo), le Cappelle Medicee, con la Sagrestia Nuova, capolavoro di Michelangelo. Tornando a Palazzo Medici e proseguendo lungo via Cavour si arriva in piazza San Marco, dove si affaccia la chiesa omonima e il convento. Nei pressi di piazza San Marco si trova la Galleria dell'Accademia, uno dei musei più visitati di Firenze per la presenza del celebre David di Michelangelo.
Proseguendo si giunge alla armoniosa piazza Santissima Annunziata, circondata da edifici a portici, di cui il più importante è lo Spedale degli Innocenti, opera architettonica di Filippo Brunelleschi. Lo Spedale, nato per accogliere l'infanzia abbandonata già nel 1440 ospita un museo e ambienti molto interessanti. La chiesa della Santissima Annunziata risale alla metà del Duecento, per l'Ordine dei Servi di Maria; all'interno affreschi di Andrea del Sarto, Franciabigio, Pontormo e Rosso Fiorentino.
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Day 3: Il Mugello in treno: Marradi e Borgo San Lorenzo
| Mattina |
Prima fermata Stazione di Marradi: centro storico e museo Campana di arte moderna. Partecipazione alla “Sagra della Castagnaâ€. |
| Pranzo |
Con i prodotti tipici della tradizione alimentare locale e a base di castagne nel corso della Sagra. |
| Pomeriggio |
Seconda fermata Stazione di Borgo San Lorenzo: centro storico e itinerario Liberty, visita alla fabbrica di ceramiche e museo della Manifattura Chini. A Grezzano visita al Museo della Civiltà Contadina Casa d'Erci, allestito in un’ex casa colonica; antico e funzionante Mulino Faini. |
| Cena |
Rientro a Firenze e cena alla Locanda del Borgo Antico |
Da Firenze parte il treno del Mugello, si sale a Firenze e volendo si arriva fino a Ravenna. Nel mezzo ci sono tante piccole stazioni che meritano una sosta perché punto di partenza per una visita a itinerari storici e naturalistici. Il tratto mozzafiato è quello che da Borgo San Lorenzo sale fin su sull’Appennino. Il Mugello è un po’ storia dei Medici che qui ebbero origine e qui hanno lasciato ville bellissime, è un po’ Beato Angelico e un po’ Giotto, entrambi nati da queste parti.
Marradi adagiato nella sua corona di fresco Appennino Tosco-Romagnolo con i piedi nelle acque limpide del fiume Lamone, è un paese ricco di antiche tradizioni di arte, cultura e lavoro rinomato per la simpatia e il calore della sua gente.
La Sagra della Castagna di Marradi è la festa del Marron, il prodotto principe della zona. Il centro storico del paese si trasforma in una grande fiera dov’è possibile provare tutti i prodotti gastronomici della tradizione locale a base di castagne dai primi piatti ai dolci più prelibati. Il principe della manifestazione è il Marron, buono, fresco, venduto dai produttori locali lungo le vie del paese. Mostre di mobili in castagno e un annullo filatelico con il logo della castagna caratterizzano ancora di più la manifestazione. Il tutto allietato da artisti da strada e concertini musicali che rendono ancora più piacevole il clima di festa.
Borgo San Lorenzo è il centro più importante del Mugello e sorge dove la valle della Sieve è più larga. Il nucleo primitivo si formò intorno a una corte degli Ubaldini, dove sorgeva anticamente la borgata romana di Annejanum. Verso la metà del X secolo passò in parte sotto il dominio dei Vescovi fiorentini, a cui si ribellò nel 1273; poi fu proclamato il comune. Fu teatro di lotte tra Guelfi e Ghibellini, seguendo fedelmente le sorti alterne di Firenze. Nel 1351 furono costruite le mura, di cui rimangono pochi resti, e due porte: Porta Fiorentina e Porta dell’orologio. Nel 1440 il paese fu cinto d’assedio da Niccolò Piccinino in favore degli Albizi; nel 1527 fu roccaforte contro i Francesi. Nel periodo del Granducato, alla cui amministrazione il paese si uniformò, fu rimodernato e migliorato.
Nel 1906 Galileo e Chino Chini fondarono la manifattura Fornaci S. Lorenzo famosa per la produzione di vasi, cahe-pot, boccali, brocche, portaombrelli in ceramica e gres, rivestimenti edilizi e piastrelle in maiolica di gusto "Liberty". Nel 1913 fu sede della prima Esposizione Agricola Industriale Mugellana e della Val di Sieve, fu semidistrutto dal terremoto del 1919. Nel 1943 subì il bombardamento da parte di aerei inglesi; nel l944 si ripeterono attacchi ai ponti della ferrovia.
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Day 4: La via del Chianti da Firenze a Siena
| Mattina |
Partenza da Firenze e sosta a Rufina per visitare la Villa di Poggio Reale che ospita il museo del vino, inizio della Via del Chianti; visita di un’azienda vinicola e arrivo a Siena. |
| Pranzo |
Pranzo con il tipico “ciaccino seneseâ€. |
| Pomeriggio |
Dalla festosa piazza del Campo, arena popolare che ospita il tradizionale Palio, si apre un tour alla scoperta del centro medioevale toscano, tra torri, musei e palazzi. |
| Cena |
Cena presso l'antica Osteria Le Logge, nel cuore di Siena. |
| Dopo cena |
Passeggiata e drink in Piazza del Campo e concerto proposto dal palinsesto di Siena Jazz. |
La Valle del Chianti è Il territorio che si estende tra le province di Firenze e Siena, a ovest della val di Pesa e della val d'Elsa. Caratteristico di questa parte di Toscana è l'affascinante susseguirsi di borghi, vigneti e colline, in una suggestiva atmosfera medievale. Qui sorgono i centri storici della produzione del più famoso tra i vini italiani e ogni strada conduce a una cantina, un castello e una fattoria il cui nome figura su un'etichetta di vino insieme al celebre marchio del Gallo Nero che indica il Chianti d'eccellenza.
Rufina e il museo del Vino di Poggio Reale. A Rufina il nome del Paese si confonde da almeno un secolo con quello del vino. Il suo consumo in Val di Sieve è testimoniato fin dall'età etrusca, così come il suo commercio appare documentato quando erano ancora aperti i cantieri della cupola del Brunelleschi. Qui il Museo è anche un laboratorio, insieme di memoria e nuove esperienze, come esprime lo spazio di allestimento: le cantine di Villa Poggio Reale e l'Enoteca, dove i segni del passato sono esposti in stretto rapporto con la vitalità della produzione attuale. Il percorso di visita inizia prima del Museo, fin dal cancello, dove un viale di cipressi affiancato da vigneti, conduce davanti alla facciata della Villa di Poggio Reale, all'interno della quale si trova il museo. Seguendo il percorso della via Francigena, come un tempo facevano i pellegrini, ci si inoltra nel mistero dei vicoli, tra torri, castelli e panorami mozzafiato, fino a giungere a Siena in Piazza del Campo.
Siena è una città architettonicamente ricca, i suoi musei sono colmi di richiami trecenteschi da Duccio Boninsegna alla Scuola Senese. In piazza del Campo ogni anno l e storiche contrade si sfidano nel tradizionale Palio di Siena, rievocando un’atmosfera medioevale. Dalla Torre del Mangia si apre una meravigliosa vista sulla città , il Duomo di Santa Maria Assunta presenta una suggestiva facciata costituita da marmi bianchi e neri e custodisce numerosi capolavori d’arte al suo interno Dalla cattedrale si sale al Facciatone del Duomo Nuovo, testimone del sogno senese di erigere la cattedrale più grande della cristianità . Il Complesso di Santa Maria della Scala, risalente al IX - XI secolo, era nel Medioevo un ospedale dedicato ai malati e ai pellegrini che percorrevano la via Francigena, una parte del complesso possiede affreschi, oratori e cappelle.
Fuori dalle mura della città ci si addentra nelle terre del Chianti , verso gli abitati di Castellina, Castelnuovo Berardenga, Gaiole e Radda, percorrendo strade bianche e sostando in fattorie e aziende vitivinicole. Il territorio che circonda Siena è ricco di centri abitati di notevole interesse storico-culturale.
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Day 5: La via del Chianti: Monteriggioni, Colle Val d’Elsa, San Gimignano
| Mattina |
Alla scoperta dei comuni di Monteriggioni, Colle di Val d'Elsa e San Gimignano. |
| Pranzo |
Pranzo per le strade di Monteriggioni |
| Pomeriggio |
Partecipazione alla “celebrazione del Medioevo†di Monteriggioni |
| Cena |
Cena presso l'Osteria di Donatella, ospitata nella cinquecentesca Fattoria del Colle: tipica cucina senese e vini rossi direttamente dalle cantine della tenuta. |
| Dopo cena |
Chianti Festival: un viaggio sotto le stelle estive tra musica, teatro, danza e poesia. |
Monteriggioni, Colle di Val d'Elsa e San Gimignano sono luoghi di rara bellezza che accolgono aprendo le loro porte di accesso medioevali. Monteriggioni invita i viaggiatori a scoprire la bellezza e la storia delle sue 14 torri, distribuite lungo una cinta muraria di forma ovale. Nel castello di Monteriggioni tra antichi mestieri, giullarate e tradimenti torna a prendere vita il Medioevo.
Colle di Val d'Elsa rappresenta un'eccellenza a livello mondiale nella lavorazione del vetro e in particolare del cristallo.
San Gimignano, tutelato dall'Unesco, che l'ha dichiarato Patrimonio dell'Umanità è la splendida città dalle dodici torri, contesa tra Siena e Firenze, molto importante quando la via Francigena conduceva i pellegrini dall’Europa a Roma. Fino al tardo medioevo fu famosa per la coltura e il commercio dello zafferano. È un borgo capace di abbagliare il viandante: “lassù, in cima al colle, un paese medievale perfettamente preservato, con vicoli, palazzi signorili, torri e botteghe artigiane di tradizione secolare. Pare di camminare suggestivamente indietro nella storiaâ€.
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Day 6: Il parco naturale della Maremma e Follonica
| Mattina |
Intera giornata all’interno del Parco Regionale dell’Uccellina, Parco Naturale della Maremma per conoscere la vera essenza della terra maremmana e dei suoi abitanti. |
| Pranzo |
Colazione al sacco. |
| Pomeriggio |
Gara fotografica all’interno del parco e percorso naturalistico. |
| Cena |
Cena e intrattenimento musicale all’Arca di Follonica. |
| Dopo Cena |
Intrattenimento musicale. |
Da Massa Marittima a Scarlino, da Follonica a Gavorano e Capalbio, è Maremma, terra che fu amara, incanto di oggi. Custodisce tesori Etruschi, racconta storie millenarie come quelle delle miniere. Tra l’azzurro del Tirreno, il verde delle pinete e la dolcezza delle colline. Carlo Cassola che in questa terra ha ambientato i suoi libri diceva che la storia della Maremma è un’opera in tre atti: fioritura, decadenza, rinascita.
All’interno del Parco naturale della Maremma, si trova la famosissima area del Parco dell’Uccellina ove è possibile scoprire la vera essenza della maremma più selvaggia. Il Parco Regionale dell’Uccellina conosciuto anche come Parco Naturale della Maremma, è stato uno dei primi parchi regionali nati in Toscana e la sua fondazione risale al 1975. I Monti dell’Uccellina rappresentano la parte predominante del parco; sono una catena di colline parallela alla costa rivestita di macchia mediterranea, che culmina con la vetta più alta che è Poggio Lecci.
Avventurarsi sui sentieri che attraversano questi monti permette di vivere un’esperienza in pieno contatto con la natura, alla ricerca di paesaggi mozzafiato. Camminando all’interno del parco si scopre una vegetazione rigogliosa e tipica di questo ecosistema, dai lecci ai lentischi e in aree di macchia assai limitate, si può riscontrare la presenza di specie come il Mirto, il Lentisco, l'Erica, il Corbezzolo, la Lavanda e la Ginestra dei Carbonai. Uno dei motivi che spinge a visitare il cuore della Maremma, sono gli avvistamenti degli animali selvatici che qui vivono indisturbati Sui Monti dell’Uccellina si trovano cinghiali, volpi, daini e caprioli e a volte qualche vacca maremmana che va ad isolarsi dalla mandria al momento del parto. Tanti sono anche i tipi di uccelli: come il merlo, il verdone, la ghiandaia e ovviamente rapaci come la poiana, il gufo selvatico e il gheppio.
All’interno del parco si trova l’Abbazia di San Rabano, un monastero situato a un’altezza di circa 320 metri, tra Poggio Uccellina e Poggio Lecci. Dell'antica abbazia sono visibili la chiesa, il campanile e una torre di avvistamento di costruzione più recente, mentre le mura, che racchiudevano un tempo il convento, sono andate completamente in rovina. Intorno al monastero sono visibili alcune tracce legate alla vita quotidiana del convento tra cui una cisterna e una vasca per la raccolta dell'acqua.
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Day 7: La Maremma: Sorano e Pitigliano
| Mattina |
Visita di Sorano e mercatino dell'artigianato con la sagra dei prodotti tipici locali, in particolar modo dei salumi, prodotti dal famoso caseificio sociale di Sorano |
| Pranzo |
Durante la sagra di Sorano |
| Pomeriggio |
I percorsi nel tufo di Pitigliano. Partecipazione all’annuale Torciata di San Giuseppe. |
| Cena |
A Pitigliano degustazione dei tipici Sfratti, prodotto tipico legato ad un particolare evento che si svolse a Pitigliano, quello del tentativo di scacciare gli ebrei dal Ghetto Corso di cucina maremmana e cena con i piatti preparati durante il corso accompagnati da vino locale |
Il centro abitato di Sorano sorge arroccato su di un imponente roccia tufacea, che dona al paese maestosità e fascino; Sorano si trova nell'antico territorio abitato dal popolo etrusco e da quello romano e si costituisce come uno dei paesi più belli dell'area del Tufo.
Immerso tra le colline e le campagne coltivate caratteristiche della Maremma, il territorio è ricco di antiche testimonianze della presenza del popolo etrusco; il centro storico è di estrema particolarità e bellezza e offre la possibilità di visitare le Chiese, le antiche dimore dei dominatori e dei signori locali e numerose altre testimonianze dell'importante passato della cittadina toscana. Benché abitato già in epoca etrusca, il paese ha origini medievali, gli originari signori della cittadina di Sorano furono gli Aldobrandeschi, ai quali seguirono i Conti Orsini, la Repubblica di Siena ed infine il Granducato di Toscana, sotto la dominazione della casata fiorentina dei Medici.
Pitigliano è un meraviglioso paesino arroccato su di una roccia tufacea. Il Duomo è uno splendido edificio eretto nel periodo medievale e intitolato alle due figure religiose di San Paolo e Pietro, il Monumento alla Progenie Ursinea celebra la grandezza della famiglia degli Orsini, la Sinagoga fu eretta dalla popolazione ebraica nel corso della loro permanenza nella cittadina di Pitigliano, il Palazzo Orsini, residenza dell'omonima famiglia, il Parco Orsini, fatto costruire dal conte della città e ricco di statue e monumenti. Appena fuori dall’abitato iniziano i percorsi nel tufo, si tratta di Vie scavate nel tufo, con pareti spesso alte anche venti metri, lunghe fino a un chilometro e larghe un paio di metri che in alcuni tratti sono chiuse in alto dalle fronde degli alberi che formano una verde ed ombrosa galleria. Il microclima di questi ambienti umidi e ombrosi permette la vita all’interno delle Vie Cave a muschi, licheni e felci. Sul fondo sono evidenti i segni degli zoccoli degli asini che per secoli vi hanno transitato, quali mezzi di trasporto che accompagnavano gli uomini a lavorare la campagna. Ancora oggi poco chiara è la ragione per cui gli Etruschi tracciarono questi spettacolari e suggestivi percorsi scavando la viva roccia, si sa però che in prossimità di ogni Via Cava sono state rinvenute delle necropoli. Ogni anno a Pitigliano si celebra la Torciata di San Giuseppe, manifestazione tradizionale durante la quale il protagonista della serata, un fantoccio di canna che raffigura l'inverno, viene bruciato alla fine di una fiaccolata molto suggestiva, come simbolo bene augurante per la stagione primaverile, le sue origini sono molto antiche, legate a miti pagani celebrati per auspicare un buon raccolto nella stagione estiva.
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Day 8: La Maremma: le terme di Saturnia e l’Argentario
| Mattina |
Camminare in campagna per imparare a riconoscere erbe e piante commestibili della Maremma. Una guida ambientale rivelerà proprietà ed usi culinari delle piante spontanee. |
| Pranzo |
Pranzo per degustare il raccolto. |
| Pomeriggio |
Pomeriggio immergendosi nelle terapeutiche e antiche acque di Saturnia. |
| Cena |
Cena e serata a La Ribotta. |
| Dopo Cena |
Intrattenimento con musica e Karaoke.. |
Le Terme di Saturnia costituiscono un famoso complesso termale di acqua solfurea, godono di fama internazionale per la loro eleganza e per l'alta qualità dei servizi; le terme dispongono infatti di numerose piscine e vasche di acqua solfurea, strutture per la sauna e il bagno turco.
Offrono particolari cure utilizzando l'acqua solfurea che ricevono dalla sorgente e i fanghi naturali; La storia di questa straordinaria acqua solfurea dalle innumerevoli proprietà curative è avvolta nella leggenda popolare, si narra infatti che in epoca antichissima, gli uomini sulla terra fossero in continua lotta tra loro e che, il dio Saturno, stufo dei continui litigi tra gli umani abbia lanciato un fulmine di fuoco sulla terra, originando un cratere; da questa fessura iniziò ad uscire acqua calda con densi fumi e vapori, gli uomini ne rimasero stupefatti a tal punto che smisero di lottare tra loro, grazie all'intervento si Saturno iniziò così un lungo periodo di pace e tranquillità .
Lambita dalle acque del Mar Tirreno la costa dell'Argentario è una delle zone più belle della Toscana. In origine l'Argentario era un'isola che nel corso dei secoli si è unita alla terraferma attraverso tre esili strisce di terra, grazie ai materiali di riporto depositati dal mare e dai fiumi. All'interno delle lingue di terra del Tombolo di Giannella e quello di Feniglia si trova la laguna di Orbetello. Una strada che disegna il profilo della costa, ora sabbiosa, ora alta e frastagliata, passa attraverso i centri caratteristici della zona: Orbetello, Porto Santo Stefano, Port'Ercole e Ansedonia Il Promontorio dell'Argentario è sovrastato dal Monte Telegrafo (circa 635 m). Antistanti la costa si trovano le isole del Giglio e di Giannutri raggiungibili da Porto Santo Stefano.Dalla cima più alta dell’Argentario si può ammirare un panorama splendido che spazia dalle lunghe spiagge alla lussureggiante macchia mediterranea.
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